Il solerte dirigente del Comune, Mauro Bonaretti

Carlo Baldi Il solerte dirigente del Comune non perde occasione per mettere in mostra la sua verve politica, che gli assicurerà di certo una carriera in tale senso. Mi auguro, però, che se ciò accadrà, non si realizzi con soldi pubblici, come tra l’altro è avvenuto con il fastoso fascicolo pubblicitario “La nostra città. Cinque anni di amministrazione” stampato, come evidenziato dal giovane candidato Marco Montipo’, in più di 100.000 copie e spedito di recente alle famiglie reggiane; o, ancor peggio, nell’organizzare un’esplosione di nuove iniziative con la posa della prima pietra, come si usava in passati periodi della nostra storia o da parte di qualche notabile del dopoguerra durante la campagna elettorale, senza poi dar seguito alle realizzazione delle opere[...]

Carlo Baldi, Comune di Reggio

Mancati investimenti, liquidità e patto di stabilità.Carlo Baldi attacca Delrio e Bonaretti con dati e numeri a confronto

Carlo BaldiMentre la mancanza di liquidità mette in ginocchio le imprese che non hanno risorse per investire, pagare le materie prime e il lavoro, riprendere il ciclo produttivo, il Comune di Reggio, che dovrebbe svolgere un’azione di sostegno allo sviluppo del territorio, si scopre, dalle dichiarazioni del direttore generale, che possiede liquidità per oltre 50 milioni, (liquidità che deriva ovviamente dalle tasse pagate dai cittadini e dalla dismissione di patrimonio della città).
Liquidità che il Comune non spende [...]

Comune di Reggio ...

Dopo cinque anni. Un costoso bilancio per i cittadini reggiani

 Montipò MarcoCOMUNICATO STAMPA
Caro direttore, desidero sottoporre all’attenzione del Suo giornale alcune considerazioni.

Il titolo è “La nostra città. Cinque anni di amministrazione”. E’ arrivato qualche giorno fa nella mia cassetta postale e nelle cassette della posta di tutti i reggiani. In grande, sulla copertina compare il logo del Comune di Reggio Emilia. Non saprei come definirlo: documento informativo? pubblicità? Campagna elettorale?
All’inizio pensavo che si fossero sbagliati