Sulle poltrone dell’assessore Spadoni

Carlo Baldi

Tempo fa scrissi che a Reggio, anzi a Cavriago, era morto l’ultimo dei surrealisti. Mi riferivo ad Ugo Sterpini.
L’intervista dell’assessore Mimmo Spadoni mi ha fatto ricredere ; mi ha ricordato il Manifesto di Breton sul Surrealismo ” Automatismo psichico…..dettato dal pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione” e mi ha convinto che a Reggio questo filone continua con l’ assessore in questione. Egli bellamente ritiene di possedere un “automatismo psichico” che gli permette di capire come la città deve essere, come deve essere l’arredo urbano, come si deve motivare la gente, che assessore al centro storico significa cambiare dei selciati nelle piazze e nelle vie principali. Ignora che nei programmi proposti si intendeva un tutor per il centro storico che coinvolgesse la gente, la motivasse , la rendesse partecipe alla vita cittadina, promuovendo insieme diverse iniziative, ascoltandola e rendendola partecipe. Si trattava di attuare un progetto di gestione del Centro Storico perché diventasse cuore pulsante, salotto e mente della citt.
Una città non è un insieme di oggetti urbani ( immobili, piazze ecc), ma un modo di vivere, una forma di comunità, in cui i cittadini di sentono utili ed orgogliosi di appartenere a questa realtà, invitati a partecipare al dibattito, all’elaborazione di nuove idee e progetti, responsabili della sua crescita. Questa è almeno l’opinione del Laboratorio per Reggio.
Il nostro non è stato in grado di realizzare un movimento culturale come fece Breton in Francia, però sente il fascino degli artisti e tecnici esteri (l’esterofilia è figlia della provincia!), al punto che ha affrontato con l’ultimo tocco surrealista , partorito cioè dal suo inconscio e dal suo mondo onirico, la soluzione per parcheggiare le persone vicino all’imponente nuova fontana del Valli.
Ha scomodato un artista giapponese che, guarda caso, come il nostro Sterpini che diventò surrealista per i progetti dei suoi mobili, si è misurato anch’egli con le poltrone.
Come però ha giustamente detto una lettrice del Carlino, non ha previsto l’acqua che si accumula nella parte concava durante la pioggia.
A meno che il nostro assessore pensi che ormai Reggio sia equiparabile ad Aswan dove non piove da 40 anni.
Ma i cittadini dove sono ? Possibile che non possano collaborare dando qualche contributo positivo per dare continuità alla nostra cultura ed al nostro ” gusto” ?
Parco Cervi o ex Campo Tocci, per raggiungere questo parziale obiettivo di collaborazione, ha necessitato 8/9000 firme.
Sarà la stessa cosa anche per le poltrone del Valli?
Caro Assessore, amministrare la cosa pubblica coi soldi di tutti non significa realizzare solo se stessi od i propri sogni onirici, ma confrontarsi ed anche mediare coinvolgendo il più possibile i cittadini.
Altrimenti se si crede di essere artisti, anche eventualmente surrealisti, il percorso è un altro e ci si realizza esclusivamente con le proprie risorse .

Carlo Baldi

Articolo pubblicato il: 5 maggio 2009, alle: 09.29. Archiviato in: Corrispondenze.

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guido prati
4 maggio 2009

Finalmente un articolo che evidenzia la caratteristica di questo assessore.

mirko
5 maggio 2009

Ho trovato questo articolo molto pertinente e calzante al comportamento del nostro Assessore.
Credo che il ruolo di amministratore pubblico sia un ruolo molto delicato e debba tenere conto nella gestione il contributo degli amministrati.
Questo signore ha invece interpretato il suo ruolo come una gestione personale e ha proseguito come un carrarmato su tutto quello che ha incontrato.
Mi rammarica che il Sindaco non abbia saputo accorciargli la “cavezza” (o forse non ha portuto in quanto espressione di un potente della citta???)

Nadia Rosati
11 maggio 2009

E’ una piccola nota questa, ma può far capire un po’ il sentire della “gente”.
Ero in centro a Reggio per le varie manifestazioni sulla fotografia e ho sentito un giovane che dava indicazioni ad un amico per farsi raggiungere. Per spiegarsi ha detto : -….entri in città , dove c’è quella brutta scultura, poi prendi…..ecc. -
Niente da ridire sulla qualità dell’artista Gerra, ma forse andava un po’ più pensata la collocazione. Non credo che sarebbe piaciuto neppure a lui diventare un riferimento di questo tipo!

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