Sulla situazione economica

Leggo sui quotidiani che la situazione economica e finanziaria dà leggeri segni di ripresa e che il peggio sarebbe passato.
Personalmente penso invece che i risultati dello “tsunami finanziario” che ha colpito l’economia reale non abbia ancora avuto appieno i suoi effetti. Per ora l’economia reale, cioè produttiva, ha visto un calo significativo delle vendite e conseguentemente delle produzioni. Tale effetto è avvenuto però nell’ultimo trimestre del 2008 e si è sviluppato pesantemente nel 2009 , permanendo tuttora.
Malgrado i provvedimenti di ristrutturazione, con dismissioni anche di occupati, i bilanci del corrente esercizio 2009 della gran parte di imprese avranno risultati negativi con conseguente aumento dell’indebitamento .
Anche il sistema bancario, oltre ai problemi propri di liquidità, avvertendo l’aumento dei clienti in sofferenza , condizionato dalle norme di Basilea 2 e di bilancio proprio , si vedrà costretto a selezionare il credito.
Mentre i bilanci 2008 risentono in misura minima della crisi improvvisa che ha colpito il mercato, il fenomeno si accentuerà in quelli del 2009, con conseguente tensione del sistema finanziario. I parametri infatti da rispettare metteranno in difficoltà perciò diverse imprese piccole e grandi.
Mi aspetto perciò che la vera crisi comincerà nel secondo semestre del corrente anno e nel 2010.
Si tratta perciò di sollecitare le imprese perché si organizzino, predisponendo piani industriali almeno a tre anni per verificare i punti critici della loro situazione e correre ai ripari per tempo incontrandosi anche in via anticipata col sistema bancario. Dall’altro si rende necessario organizzare a livello pubblico-privato un fondo specifico , analizzare le singole posizioni e , se del caso, intervenire con nuove risorse. Tale istituzione può avere anche il carattere provinciale e deve consistere in risorse significative. Escludo che possano essere sufficienti alcuni provvedimenti di rafforzamento dei consorzi fidi o di alcuni aiuti, peraltro auspicabili, alle famiglie. La crisi si supera prima di tutto aiutando le imprese, che rappresentano il volano dell’economia, consci che ci sarà purtroppo una selezione: quelle marginali, che già operavano con qualche difficoltà nel passato, saranno costrette a chiudere i battenti o ricercare accordi di aggregazione con altre per resistere.
Il sacrificio grande sarà comunque per i lavoratori per i quali l’occupazione viene ridotta.
Tutte queste considerazioni mi portano a dire che avremo purtroppo qualche anno difficile e che le imprese dovranno stare all’erta e munirsi, specie quelle medio piccole, di strumenti che possano permettere loro di capire quando verrà il sereno ed anche per affrontare già fin da ora con tutti gli operatori economici, banche comprese, la verifica del quadro del loro futuro.
Carlo Baldi

« Commenti
CONCORDO IN PIENO CON L’ANALISI DEL DOTT.BALDI. LA CRISI E’ PIU’ PROFONDA DI QUANTO SI CREDA E DEVE ANCORA MANIFESTARE TUTTI I SUOI EFFETTI NEGATIVI.PROBABILMENTE NEI PROSSIMI ANNI SI APRIRANNO SCENARI NUOVI SUL FRONTE DELL’ECONOMIA.
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