Refly e l’Aeroporto Bonazzi di Reggio Emilia
Sono soddisfatto che in qualche modo, grazie all’iniziativa di alcuni volonterosi appassionati di volo, tenaci ed amanti della città, sia stato mantenuto acceso il lumicino dell’aeroporto della nostra città.
A loro va il ringraziamento mio e di tutti gli amici del Laboratorio per Reggio.
Sono altresì soddisfatto che si sia utilizzato il nome Re Fly , che rappresenta l’iniziativa che il sottoscritto, nel 1989 avviò con la costituzione dell’omonima cooperativa , sciolta poi nel 1995 perché il nostro aeroporto non era a quei tempi agibile.
Erano stati iniziati con Refly pour parler con una compagnia di Lugano e con alcune Compagnie private e , grazie anche agli incoraggiamenti degli amici svizzeri che ci avevano esposto le problematiche dell’avvio dell’ aeroporto di Lugano, si pensava di far decollare l’iniziativa. Anzi si parlò anche di iniziare un’attività di manutenzione di aerei di grossa capienza, utilizzando le adiacenti Officine Reggiane, preparando così una nuova classe di tecnici di alta specializzazione. Come si sa gli aerei necessitano di manutenzioni specifiche dopo un certo numero di ore di volo e le Compagnie sono alla ricerca di centri specializzati . Reggio poteva diventare il centro europeo per la manutenzione di un aereo importante, dando così un contributo anche alla formazione di tecnici di alto livello.
Le vicissitudini del piano regolatore, con la strada che taglia il collegamento fra Reggiane e l’aeroporto, la fine della Reggiane nel continuare sulla scia della old economia dell’industria del ferro, i verdi che si legavano con le catene ed una mancata volontà della classe politica reggiana non permise il decollo del progetto. Tra l’altro venne affossata, così mi dicono, anche la proposta di acquisire l’area che dava continuità alla pista, area che sarebbe stata offerta in cambio di quote dell’aeroporto stesso.
Tale comportamento è stato seguito da tutti gli amministratori pubblici, e buon ultimo il Comune di Reggio che col suo assessore Spadoni intervenne circa un anno fa in assemblea per sciogliere irresponsabilmente la società e chiudere l’aeroporto. Solo la strenua difesa di alcuni azionisti, tra i quali il sottoscritto, e di altre istituzioni pubbliche ed associazioni hanno evitato tale scelta e forse essa ha permesso di tenere acceso il lumicino della speranza.
Il marchio Refly era stato registrato e ceduto dalla cooperativa in sede di liquidazione ad altra società. Posso però assicurare che nessun problema verrà posto ai nuovi pionieri che si stanno adoprando per raggiungere lo scopo che negli anni 90 la cooperativa ,che il sottoscritto presiedeva, si era proposta.
Coraggio perciò alla nuova Refly . Il Laboratorio per Reggio è con essa.
Carlo Baldi
