Referendum a costo zero

Solarino Benito
In un precedente articolo introducendo il concetto del Governo Condiviso della Città , uno dei punti portanti del Programma del Laboratorio Baldi per Reggio, si era accennato al “Refendum a Costo Zero”.Riteniamo doveroso chiarire che cosa si intenda e che cosa comporti per i cittadini questo strumento che si vuole utilizzare.
Precisiamo innanzitutto che ai cittadini viene richiesta solo la collaborazione quale attenzione nella formulazione del questionario che dovesse ricevere a casa e nella sua rapida restituzione. Desideriamo spiegare il procedimento del referendum con un esempio già realizzato e che come noto ha provocato consensi,direi pochi,e tanti scontenti proprio perché un’opera non accolta dalla maggior parte dei cittadini;mi riferisco alla Fontana del Teatro Valli.Per non creare infatti il netto contrasto di stili come un “suono cacofonico” prima della definizione ben sarebbe valso un consulto popolare.Ove si stravolge la struttura di una piazza,un ambiente caro ai cittadini ,in perfetta assonanza con strutture e paesaggio circostante,non si può costringere poi a subire la trasformazione radicale operata solo in virtù della modernità e dell’adeguamento ad altre città europee che però hanno tutta un’altra struttura ed un’altra impostazione generale di città.
Ma non andiamo fuori tema;spiegavamo il metodo che secondo noi potrebbe essere adottato in tutti quei casi in cui il parere dei cittadini è giusto costituisca un fattore prioritario di giudizio.
In Comune sia per iniziativa di un Consigliere,di un Assessore ovvero su suggerimento del pubblico
viene ventilata l’opportunità di compiere un determinato… progetto;attraverso specifiche riunioni nei luoghi delegati si discute dei pro e dei contro e si decide di esaminarlo.
Il progetto così sfrondato da tutti i dubbi ,certezze, vantaggi e svantaggi costi e risorse finanziarie
viene respinto e pertanto archiviato oppure approvato.In questa fase del suo iter, scatta la necessità del consenso popolare e pertanto la nascita del referendum Viene fatto pervenire a casa di ogni cittadino avente diritto al voto elettorale un pieghevole costituito agli esterni di copertina da una parte la foto reale del manufatto od opera esistente e dall’altra uno schizzo dettagliato dell’opera come alla fine apparirà. All’interno da una parte il costo previsto del progetto,l’inizio e la fine dei lavori presumibili ed un formulario di due tre domande alle quali rispondere apponendo una crocetta a fianco,dall’altra invece i dati anagrafici del cittadino. Questi sono indispensabili salvaguardando ovviamente i diritti di privacy, per dimostrare la veridicità dei dati stessi e la conferma della maggioranza reale che ha approvato o meno il progetto….E’ questa la partecipazione che chiediamo per: “vivere la propria Città”. Esimersi da tale incarico oppure non restituire il pieghevole immediatamente secondo le modalità e tempi prefissati,comporterebbe un notevole disguido perché il termine intercorrente tra promulgazione del referendum ed il suo esito finale non avverrebbe in brevissimo tempo come previsto e di conseguenza il tutto verrebbe rimandato. L’Amministrazione poi informerebbe a mezzo media o con una riunione pubblica l’esito del referendum e l’inizio dei lavori.
Se in forma propedeutica, un referendum si fosse fatto per la sopra citata fontana del Teatro Valli oggi non avremmo un ‘opera che quasi in tutto l’arco della giornata somiglia molto ad una grande pozzanghera.Purtroppo quel che è fatto è fatto e non si cambia più.Analoghi procedimenti e tempi tecnici varrebbero inoltre per una norma un atto pubblico od altro documento che richiedesse la condivisione dei cittadini.
Ringrazio per avermi letto e spero di aver chiarito uno dei punti cardine del nostro Programma “Laboratorio Baldi per Reggio”.
Benito Solarino

Articolo pubblicato il: 15 maggio 2009, alle: 10.39. Archiviato in: Corrispondenze.