Intervista a Carlo Baldi, 10 domande e 10 risposte per approfondire come affrontare le Amministrative del 6-7 giugno 2009
Dott. Baldi, perché i cittadini dovrebbero dare fiducia e votare il Laboratorio Baldi per Reggio?
E’ una lista civica, non vincolata da decisioni di Roma e/o di apparati di partito che intendono continuare i diritti di”casta”, e che ama la propria città al di sopra di ogni interesse personale e/o partitico. I suoi principi sono di servizio alla città ed ai suoi cittadini e non quelli di occupare poltrone per mantenerle in eterno.- Come nasce la scelta di sostenere Antonella Spaggiari come Sindaco?
Il momento è difficile. Con una giunta di persone motivate, ma nuove, occorre una figura tenace ed esperta,che ama la città ed i suoi cittadini. Antonella Spaggiari ha queste caratteristiche ed il suo programma può assicurare un salto di qualità , specie in un momento dove la recessione avrà effetti pesanti per tutti. - Perché una lista con tanti giovani?
E’ la dimostrazione che i giovani desiderano impegnarsi per la collettività e per la polis; è anche il riconoscimento della giustezza dell’analisi del Lab, che è per una società aperta che richiede la formazione di una nuova classe dirigente a cui dare fiducia , non più vincolata alla direttive ed agli interessi di una classe politica che non si rinnova da anni. - Fra la lista dei candidati in campo brilla l’assenza di un nome, il suo. Perché?
Ho rispettato l’ impegno che ho assunto fin dalla costituzione del Laboratorio, cioè di servizio temporaneo e disinteressato. Non intendo, come non intendevo , diventare un professionista della politica che difende la propria poltrona e quindi la “casta” che infesta il nostro Paese. E’ stato lasciato quindi spazio a giovani ed a nuove figure di qualità. - Quali sono le priorità che verranno perseguite una volta in Consiglio Comunale?
Il programma del Lab e di Città Attiva considera come priorità affrontare l’emergenza economica con l’ aiuto alle famiglie, alle imprese ed ai giovani. - Lei da sempre ribadisce le sue radici culturali-politiche Prampoliniane: quei valori oggi con chi si identificano maggiormente?
Prampolini è morto da tempo, ma le sue idee ,il suo pensiero e le sue azioni sono ancora vive. I grandi uomini non hanno però eredi. Ritengo comunque che il suo esempio di onestà, di amore verso i ceti più deboli e di realizzazioni a favore della collettività sia presente nella coscienza di molti reggiani, come lo è nella mia ed in quella della mia famiglia. Il programma elaborato con la Spaggiari ha queste basi. - E’ vero che negli ultimi due anni è stato corteggiato da Fantuzzi per un “inserimento” nel PD del Laboratorio? Se sì, come ha risposto?
Si. È vero. Era possibile solo se il PD avesse fatto un passo indietro ed avesse aiutato il formarsi di un movimento civico per una società aperta, contribuendo così anche al rinnovamento di tutta la c.d. sinistra e buttando a mare la “casta - Cosa proprio non va nei partiti di oggi?
Scarse idee , condizionati dal potere di pochi e dalle lotte intestine di gruppi - E per quanto riguarda l’amministrazione comunale? (domanda aperta su questi 5 anni di governo)
Si è chiusa in un cerchio ristretto di persone, senza aprirsi alla città ed ascoltare i cittadini, coinvolgendoli. Malgrado gli abbellimenti di alcune parti di Reggio, è mancata una strategia di ampio respiro portando conseguentemente la città verso l’anonimato. Gli scarsi interventi nelle infrastrutture, la perdita del controllo di Enia , la mancanza di nuovi progetti di avanguardia anche europei, la rinuncia ad essere il motore della città hanno minato il futuro di Reggio. Ed ancor peggio la politica di continuare a scegliere le persone per la loro appartenenza più che per la qualità. - Seconde lei chi è il vero sindaco di Reggio? Delrio o Castagnetti? (perché?)
Quando la designazione di un Sindaco viene negoziata a Roma, come è avvenuto per Delrio, si capisce chi dietro le quinte tira i fili.


« Commenti
Carlo
le tue risposte mi confermano che la stima che tutti noi riponiamo in te è meritata e ben riposta per cui così capitanati dobbiamo farcela.
ciao
Benito
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