Il ritorno del Falco. Una giornata in aeroporto.

Solarino Benito

COMUNICATO STAMPA

 

Il 24 maggio del 1939 decollò dall’aeroporto di Reggio Emilia il primo velivolo da caccia RE 2000 Falco ideato, progettato e costruito dalle industrie Aeronautiche Reggiane. Questo velivolo ha dato inizio ad una serie di aerei sempre più tecnicamente aggiornati fino all’ultimo prodotto serie RE 2005.
Per celebrare l’evento l’Aeroclub della nostra città lo ha ricordato nei giorni scorsi con una manifestazione particolarmente frequentata da giovani che ha dato riportato molte emozioni. Si sono susseguite, infatti, evoluzioni di volo anche acrobatiche, conferenze e forme di intrattenimento che hanno reso la giornata davvero memorabile. Non ultima la presentazione e le evoluzioni dell’aereo privato Falco F8″ I-ALDI, ricostruito su progetto originale dal sig. Luigi Aldini che lo ha pilotato con suggestive acrobazie.
Nel corso della conferenza il prof. Luigi Grasselli dell’Università di Modena e Reggio, ha illustrato come una sezione specifica dell’università si sia presa carico della ricerca e mantenimento, a mezzo sistemi digitali, di tutti i documenti storici, filmati e fotografie relativi alle attività aeronautiche ricevuti anche da privati cittadini. Quindi sono stati proiettati documenti, riprese fotografiche e persino di azioni di guerra compiuti dai caccia serie RE costruiti a Reggio Emilia, accompagnati da spiegazioni e commenti. Tutto materiale raccolto con certosina pazienza in ogni parte del mondo dall’Aeroclub di Reggio Emilia.
Ultimata la proiezione del disegno esploso del caccia RE 2000, ho chiesto se esistessero ancora e dove si trovasse tutta la raccolta degli altri disegni dei particolari, la documentazione delle prove e quanto inerente a questo velivolo. Con grande sorpresa, mi è stato risposto che il tutto fa parte di una proprietà privata non meglio definita.
Ora, rammaricato mi chiedo: ma questo materiale sarà conservato in buone condizioni? Come potranno resistere alle usure del tempo i lucidi dei disegni che saranno tirati a china come si faceva ai nostri tempi? Non dovrebbe essere tenuto in strutture idonee e protetto per poterlo tramandare integro ai posteri? E, soprattutto, non è questo patrimonio storico ed esclusivo della città di Reggio Emilia?Benito Solarino
Candidato al Consiglio comunale della lista Laboratorio Baldi per Reggio

Articolo pubblicato il: 27 maggio 2009, alle: 13.25. Archiviato in: Rassegna stampa.