Il Comune nega la sala civica di via Turri ai cittadini per incontrare i candidati delle liste che sostengono Antonella Spaggiari
Il capolista del “Laboratorio per Reggio”, avv. Alberto Lasagni, insieme agli altri candidati delle liste che appoggiano la candidatura di Antonella Spaggiari a sindaco di Reggio, sono stati chiamati, nella sera di giovedì 28, dal Comitato dei cittadini di via Turri e di via Paradisi presso la sala civica “Centro d’Incontro Reggio Est” di via Turri n. 49 per discutere della situazione di grave disagio, aggravatasi negli ultimi anni, in cui versa la zona della Stazione
Malgrado la sala fosse stata richiesta alcuni giorni prima, i cittadini giunti all’appuntamento hanno appreso che nella stessa giornata il Comune aveva negato loro l’uso della sala pubblica ed hanno dovuto restare in strada, mentre il delegato del Comune alle ore 21 in punto chiudeva la sala a chiave davanti ai loro occhi.
I cittadini, sia italiani che extracomunitari, sono quindi stati costretti a rimanere in piedi per strada, ma hanno ugualmente voluto illustrare i fenomeni di drammatico crollo della qualità di vita in quel quartiere. Crollo dovuto alla carenza di infrastrutture, ma anche alla crescente delinquenza, all’arrivo senza controllo di immigrati illegali, alla mancata integrazione linguistica e culturale di larga parte di essi, che ormai hanno trasformato questi quartieri in veri e propri ghetti incontrollati, come quelli della Stazione e di Via Roma.
L’attuale amministrazione ha risposto a tale sfida con singoli interventi assistenziali o di arredo urbano, pur costosi, cercando di porre rimedio ai problemi solo dopo che l’ira dei cittadini e dei loro comitati esplodeva. Ciò senza mai però rinnegare il “buonismo” o per meglio dire lassismo che, mentre pretende dai cittadini il rispetto pignolo della legalità coprendoli di tasse, di divieti e di multe, chiude gli occhi di fronte alle violazioni ed alle illegalità commesse da stranieri.
Sono ormai quotidiani gli episodi di commercianti italiani multati per pochi centimetri di sporgenza sul suolo pubblico o per pochi minuti di apertura ritardata, mentre a poca distanza venditori extracomunitari clandestini e senza alcun permesso vendono le loro merci, spesso illegali o addirittura dannose e la Polizia Municipale non interviene.
Nel quartiere sono purtroppo frequenti anche i fenomeni di prostituzione e di spaccio di droga.
I cittadini hanno lamentato che di notte molti ubriachi stazionano soprattutto in via Paradisi, rendendo pericoloso il rientro a casa e disturbando il sonno di chi, sia italiano che straniero, al mattino deve alzarsi presto per andare al lavoro, lasciando strade e portoni pieni di bottiglie e di residui organici, senza mai che nessuna autorità abbia il coraggio di intervenire.
I cittadini di via Turri e via Paradisi chiedono solo che la legalità sia fatta rispettare a tutti senza dannose discriminazioni o razzismi a rovescio.
I candidati del “Laboratorio Baldi per Reggio” hanno proposto che si eviti il formarsi di quartieri-ghetto attraverso un controllo quotidiano degli esercizi pubblici e delle residenze-dormitorio abusive nelle zone dove più pericoloso è il degrado. Ciò attraverso la creazione di pattuglie di Vigili di Quartiere, che conoscano i problemi di ogni caseggiato, l’intensificazione delle pattuglie notturne soprattutto nelle strade più a rischio, ora quasi inesistenti, e la creazione di nuovi commissariati di Polizia nelle zone scoperte.
La Polizia Municipale dovrà collaborare con i cittadini e con le altre forze dell’ordine per prevenire e reprimere i reati e identificare e assicurare alla giustizia i delinquenti prima che la situazione della nostra città diventi irreversibile.
“Ripristinare la legalità, senza eccezioni, - ha sostenuto l’avv. Alberto Lasagni - è ciò che i nostri cittadini chiedono già da tempo ed è la politica lassista di questa Amministrazione a creare, per reazione, forme di intolleranza da parte di cittadini esasperati dalle continue sopraffazioni che sono costretti a subire”.



« Commenti
Non so per qual motivo sia stata chiusa la sala civica, quando competere nelle elezioni è un alto segno di democrazia. Non vorrei che il solito al servizio del potere assuma decisioni che tutto sanno meno che di democrazia! Quanto a Via Turri e non solo il problema va affrontato alla radice. tolleranza zero è uno dei messaggi per ripristinare un paese civile, dove ognuno rispetta il prossimo. Il Lab si abtterà per questo
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