Educazione civica, crisi economica e molto altro.
Alcune idee relative all’ argomento educazione civica ed altri argomenti civici (cito ad esempio l’obbligo di far seguire corsi di educazione civica in generale e sugli usi e costumi della città di Reggio Emilia ed anche linguistici alle persone che vengono da noi a lavorare, corsi magari gestiti in collaborazione tra sindacati ed imprese senza gravare sulle casse comunali, la sanzionarietà con lavori socialmente utili a chi commette atti vandalici o grafiti etc., il progetto help per la sicurezza.
Sulle tematiche economiche si deve riproporre con forza la tematica degli sgravi fiscali sulle buste paga dei lavoratori dipendenti e non sugli straordinari che sono deleterei sia ai fini dell’ incremento delle assunzioni che per il lavoro femminile.
Per recuperare i soldi si decida una volta per tutte di attuare il modello americano per la denuncia dei redditi dei cittadini che avranno interesse a richiedere la fattura o gli scontrini ai vari artigiani che gli eseguono i lavori nelle abitazioni civili etc.e così si diminirà drasticamente l’evasione fiscale.
Ovviamente si dovrà agire anche sugli sprechi veri della casta politica e della spesa pubblica non decurtando quella per il sociale e per la sicurezza.
Vanno riproposte forme di welfare aziendale, asili nido aziendali anche per distretto industriale in realtà formata da piccole aziende come la nostra, elasticità di orari in entrata ed uscita per le donne, forme di trasporto aziendale collettivo con pulmini ecologici con una forma di autotassazione tra dipendenti - azienda per quest’ ultima detraibile dalla tassazione (meno inquinamento e spreco di energia meno spese per la salute da parte dello stato, del comune e delle aziende stesse).
Anche queste iniziative fanno risparmiare soldi ai lavoratori.
Altra forma di risparmio per i lavoratori è quella di avere la possiblità di usurfruire a rotazione gestita di periodi di ferie durante tutto il tempo dell’anno e non solo in agosto periodo dove il costo è triplicato rispetto agli altri periodi.
Questo permetterebbe alle famiglie italiane un risparmio equivalente ad una o due mensilità ed agli albergatori (e relativi comuni) di poter avere persone per più mesi con incremento relativo di introiti per tutto il paese.
Altra forma di welfare concreto è il detassare in toto lo stipendio di chi viene assunto al posto di una donna in maternità ed una parte della mancata detassazione l’azienda la darà alla famiglia della madre per la sostenibilità alle spese del figlio.
Per quanto riguarda la partecipazione dei lavoratori alle aziende questa deve essere fatta in modo serio come succede in Germania ed in altri paesi dove rappresentanti dei lavoratori siedono nel consiglio di amministrazione aziendale con diritto di voto.
Il sindacato deve però anch’esso fare il salto di qualità e togliersi l’etichettatura politica, quindi un solo sindacato per singola categoria di lavoratori (il lavoratore è un lavoratore indipendentemente dalla sua idea politica che esprimerà in altri ambiti) e questo è uno scoglio tutto italiano difficile da superare.
Una forma matura di partecipazione dei lavoratori all’ amministrazione delle aziende potrebbe consentire tra l’altro alla diminuizione degli incidenti sul lavoro ed ad aumentare la produttività degli stessi che si sentiranno più motivati economicamente a far andar bene l’azienda stessa e punire anche moralmente i lavativi.
Per ultimo ma non meno importante si devono trovare forme di supporto economico concreto alle famiglie con portatori di handicap o persone non autosufficiente: una proposta che si potrebbe fare anche a semplice livello comunale è quella di incentivare il telelavoro e di far in modo di incentivare i giovani studenti al volontariato sociale premiandoli con crediti universitari, mentre per gli adulti si potrebbe puntare ancora maggiormente sullo scambio di ore ai fini sociali (io ti accudisco per alcune ore una persona tu mi ripari la macchina o mi insegni una lingua etc.etc.).
Zeno Stanghellini

