Casta
COMUNICATO STAMPA
L’intervento di Fantuzzi su Antonella Spaggiari mi porta ad alcune considerazioni ed anche un senso di amarezza. Mi sarei aspettato infatti un’argomentazione legata ai problemi della città, alle sue prospettive , al fenomeno dell’immigrazione, alla necessità di una progettazione nel medio periodo e ad alcune scelte di fondo per assicurarle un futuro. Mi sarei aspettato anche che egli avesse affrontato il problema delle infrastrutture in città e nella provincia, dove gli unici progetti sembrano essere quelli verso qualche sistemazione in montagna senza porsi il problema della bassa reggiana, del suo collegamento con la città e con l’alta velocità, dei problemi fluviali e della viabilità nel suo complesso , carente da diversi anni e legata solo a qualche modesto ampliamento riempiendo fossati ecc. Basti vedere per esempio in che stato da anni sta il collegamento con Scandiano e la zona delle Ceramiche e che a quale livello (uguale a Matera) viene indicata Reggio dai ricercatori per infrastrutture!
Mi aspettavo che parlasse di economia e della necessità di studiare nuove forme associative per contribuire al salvataggio di molte aziende in difficoltà, nonché ad una profonda ristrutturazione della macchina pubblica, per ridurre i costi ed aumentarne l’efficienza. Mi sarei aspettato che avesse parlato dei giovani e della necessità di scegliere le persone in base alla qualità, dando così forza a quelli che si impegnano e che studiano con profitto; che avesse parlato di necessità di rinnovamento.
Nulla di tutto questo: anzi , sono parole dell’on. Fantuzzi, vanno salvati e valorizzati quelli che hanno aderito al PD, leggi l’on. Castagnetti, anche se sono da diversi anni a galla, se nulla hanno mai fatto per la loro città salvo esercitare il potere personale e stare attaccati alla seggiola di Roma, di Bruxelles e di Bologna da lunghi anni.
Ciò che conta, questo è l’ intervista di Fantuzzi, è essere presente alla riunioni di partito, possibilmente in prima fila, e ( non l’ha scritto) rapportarsi con quelli che detengono il potere, i quali a loro volta , pur dichiarandosi a gran voce di sinistra, non decidono in Europa l’adesione allo PSE.
E’ una visione che mi ricorda gli anni bui della politica e non si avverte il cambiamento della società, l’ansia di rinnovamento, le pressioni che vengono dai cittadini e dai giovani, l’evoluzione di una società civile che non può essere relegata e condizionata ai dibattiti di alcuni funzionari di partito e/o di occupati per mano del partito, che sono ormai gli unici a partecipare alle così dette assemblee dove discutere la politica da seguire.
A meno che , come è avvenuto con la Gianpaoli ex capogruppo PDL, con qualche altro e col giovane forse di destra di Montecchio, tutto fa brodo purchè si abbiano voti per salvare la “casta.” Castagnetti, e non solo, mi sembra che ne sia un ottimo componente. Almeno però avesse fatto qualcosa per la sua città.Carlo Baldi


« Commenti
Condivido appieno cio’ che hai scritto. Sono fiduciosa che il nostro “popol jost”, lento e riflessivo stia capendo veramente a quale classe politica fino ad ora si e’ affidata. Credo sia maturo il momento dell’agire dei Reggiani. Tremi la “casta” perche’ ritengo ne abbia tutti i motivi. Complimenti per la tua analisi lucida e chiara. Ai posteri la sentenza.
Ramona
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