Alta velocità. Fermata di un sogno

- La stazione TAV di Reggio E.
Il risultato di una battaglia , vinta con successo, dalla gestione Ruini - Spaggiari per dare finalmente alla nostra città un punto di riferimento di prestigio e di coinvolgimento di nuovi interessi ed investimenti si sta quindi spegnendo e alla nostra città resta purtroppo il ruolo di città operosa di 2ª categoria condizionata dallo sviluppo e dalla efficienza della città vicine.
Il danno però maggiore, oltre a quello di immagine, resta quello dell’ inevitabile frenata degli investimenti e degli interessi che ruotano attorno a tale struttura se fosse unica nella Emilia occidentale, struttura che avrebbe dato un necessario impulso allo sviluppo economico, diventando Reggio il bacino di coinvolgimento di un territorio vasto che va da Manto- E va, Parma e Modena e comuni limitrofi. La stessa Milano avrebbe trovato, come già si stava delineando, un bacino di espansione nella nostra città, con un collegamento celere e diretto fra le due città.
L’Expo 2015 che sta per decollare e per la quale a Reggio ancora si dorme, mentre alcuni pubblici amministratori di città viciniore, vedi Parma, si siedono a tavola con la Moratti per tale iniziativa, avrebbe trovato nella nostra provincia il punto di raccordo necessario con apporto di risorse e di persone. L’industria agro alimentare( L’expo 2015 è all’insegna della natura e degli alimenti) , quella alberghiera, il turismo ed i flussi di operatori economici avrebbero trovato qui un punto obbligato. Purtroppo la gestione Masini- Delrio dorme. Si perde in piccoli abbellimenti superficiali ed iniziative di bassa elevatura e non dà forza a quei punti di eccellenza che possono far fare un salto di qualità ad una città ed assicurarle un futuro.
Le lentezze e le incertezze, i rinvii e la mancanza di una progettualità di ampio respiro ci portano purtroppo a correre alla stazione per prendere il treno quando esso è già passato. Il colpo della dichiarazione dell’amministratore delegato delle Ferrovie è l’ennesima conferma che dobbiamo di nuovo rimboccarci le maniche per ricuperare ciò che si sta perdendo.
