Uno spirito maligno è entrato nell’organizzazione pubblica reggiana

di Carlo Baldi

Parliamo di efficienza e di organizzazione. Si parla anche di razionalizzazione e di necessità di ridurre i costi e di migliorare i servizi ai cittadini.
A tale fine un dipendente pubblico mi illustra il quadro organizzativo del Comune di Reggio Emilia e della Provincia.
In particolare mi elenca l’ubicazione dei vari uffici pubblici e degli assessorati e che di seguito indico.
Comune di Reggio Emilia: otto sedi diverse. Uffici in via Toschi ( ex Sip), in Via Secchi ( ex Aci),in Via Emilia S. Pietro( ex Tribunale), presso la Galleria Parmeggiani, presso la Galleria S. Maria , presso il Palazzo Ancini ed in Via Farini ( ex URP), in Piazza Prampolini oltre agli uffici delle varie circoscrizioni.
Provincia di Reggio Emilia: nove sedi diverse . In Corso Garibaldi,26, presso il Palazzo Magnani, in Via Mazzini, presso Piazza S.Giovanni. in Piazza Gioberti. ,in Via Premuda, presso l’edificio Ente Fiera (70 persone. Ass.to agricoltura), presso Palazzo della Bonifica ed in Via Gorizia.
Ovviamente in ogni edificio esiste un centralino, fattorini , segretarie e servizi vari.
Detto dipendente pubblico mi evidenzia poi, oltre alla poca funzionalità della macchina pubblica così frazionata ed agli alti suoi costi, il disagio dei cittadini che necessitano di diversi servizi comunali. Mi ricorda altre città italiane che da tempo hanno razionalizzato le loro strutture concentrando tutti i servizi in un unico edificio con adeguato parcheggio nelle adiacenze. Ciò ha permesso loro di ridurre sensibilmente i costi di gestione, degli immobili e di personale rendendo un miglior servizio ai cittadini.
Senza entrare nel merito della utilità o meno di certe enti (personalmente sono per l’abolizione delle Province) mi rendo conto che la nostra città non pecca di efficienza e di razionalità. Anzi, così strutturata, è il segno della irrazionalità e dello sperpero, con evidenti disagi e costi per tutti.
Si parlò un tempo di sistemazione dell’OPG di Via Franchi per adibire detto fabbricato a tutti gli uffici della Provincia. Sono anni che se ne discute ed intanto tutto continua come prima ed i costi di gestione, tra affitti, maggior personale ed inefficienza si continua come prima.
Forse uno spirito maligno, per dirla con gli animisti africani, è entrato nell’organizzazione pubblica reggiana ed occorrerà inventare una danza magica con uno stregone per liberarsene. Intanto però i costi pubblici di gestione aumentano, i cittadini maledicono Calatrava e si lamentano di essere costretti, con dispendio di tempo e di energie, a percorrere a piedi gran parte della città per recarsi ai vari uffici pubblici, il personale pubblico gira con faldoni da un assessorato all’altro e per le vie cittadine ed infine si polemizza con Roma che taglieggia i bilanci pubblici.
Un po’ di buon senso e di buona volontà ed una minima capacità organizzativa potrebbero dare una svolta a questo situazione confusa, onerosa e contraddittoria.

Carlo Baldi

Articolo pubblicato il: 7 novembre 2008, alle: 11.02. Archiviato in: Documenti.