Un articolo pubblicato qualche tempo fa, ma ancora attualissimo
Pubblichiamo ora un articolo uscito nel mese di febbraio 2007 su un noto quotidiano di Reggio Emilia che riteniamo di assoluta attualità.
Ringrazio i parroci del Vicariato Urbano di Reggio Emilia per il documento sui problemi della città e che condivido in ogni sua parte.
Confido che il coraggioso messaggio che esce da tale nota venga recepito da tutta la classe politica reggiana, rendendosi conto che, come da tempo sosteniamo, occorre un forte progetto che coinvolga tutti. Siamo ad una svolta, assimilabile per certi aspetti ad alcuni grandi fenomeni storici. Essa comporta un riesame delle vecchie logiche dei partiti, più che mai oggi divisi e condizionati da gruppi di potere, per affrontare il profondo cambiamento sociale in atto.
Da troppo tempo dormiamo sugli allori, ritenendo che il denaro, accumulato anche grazie all’operosità e al sacrificio dei nostri genitori, sia lo status simbol della civiltà. In questa logica, calpestando la nostra storia, scimmiottando a volte il peggior capitalismo, di cui non è indenne l’attuale “cooperazione”, che rappresentò nel secolo scorso specie a Reggio Emilia il fermento per uscire dalle brughiere della rendita agraria e della povertà, la città si paralizza.
Il fenomeno immigratorio e gli eccessi di una società “grassa” e fragile nel pensiero, hanno messo a nudo i limiti e le contraddizioni di una classe politica che molte volte ha preferito, come gli struzzi, tenere la testa sotto la sabbia piuttosto che affrontare con franchezza e coraggio, mettendoli a nudo, i problemi emergenti della città. Alcune scelte urbanistiche e qualche recente opera faraonica , dove prevale l’apparire, sono il segno di questi limiti.
I giovani sono molte volte ritenuti parte di un processo che si evolve in modo autonomo, senza renderci conto che si costruisce un buon domani se li seguiamo, anche con maggior rigore e minori privilegi , aiutandoli nel difficile cammino della formazione fino all’età adulta. Del resto i recenti fenomeni di bullismo e di formazione di bande giovanili non sono figli del nostro lassismo? Seguire responsabilmente i giovani in questa fase di sviluppo si può agevolare tra l’altro il processo d’integrazione fra comunità diverse.
Nella città infatti si è avviato con forza un fenomeno multietnico che nel futuro porterà ad un cambiamento significativo, togliendoci dalla gabbia del provincialismo e della chiusura.
Vanno perciò contestate le azioni politiche di vecchio stampo, tese più ad accaparrare voti attraverso i compromessi, i silenzi ed i favori, che agevolare un reale processo di integrazione responsabile. Dobbiamo cioè rimboccarci le maniche. A tale scopo si rende necessario predisporre un progetto complessivo che affermi regole precise applicando le relative sanzioni, ed imposti un nuovo sistema di coinvolgimento delle famiglie, dei rappresentanti dei diversi gruppi di immigrati , degli imprenditori, delle istituzioni e della scuola. Quest’ultima deve diventare un punto di riferimento e di confronto, attuando , come avviene già in altri paesi europei, il tempo pieno per agevolare il processo di formazione e di integrazione dei giovani.
In questa ottica gli insegnanti non vanno lasciati soli, ma aiutati, anche con stipendi adeguati e con un’azione di coordinamento responsabile.
Per realizzare questo progetto il messaggio della Chiesa reggiana può aiutare.
Carlo Baldi
La ragione per la quale pubblichiamo oggi questo articolo è la sua assoluta attualità. Crediamo che la situazione richieda, ogni giorno che passa in modo sempre più urgente, un “forte progetto che coinvolga tutti”.
Il proliferare delle “logiche politiche tese ad accaparrare voti” che, purtroppo, hanno trovato terreno fertile in questi ultimi anni stanno disintegrando del tessuto sociale che, in passato, ha permesso al nostro territorio di accrescere la qualità della vita.
Crediamo che l’unica soluzione possibile sia un profondo e strutturale cambio di rotta che considerei la politica territoriale sotto una nuova luce che abbia un’ampia visione a largo spettro e che coinvolga davvero TUTTI con sufficiente forza e lungimiranza.
Non è solo necessario comprendere che ci sono valori che devono essere riscoperti, ma dobbiamo riscostruirne le basi.
