Può capitare…

di Michele Becchi, Consigliere Circoscrizione 8

Può capitare, svegliandosi presto una domenica mattina, di prendere la
bicicletta e uscire per comprare un giornale e prendersi un caffè. Può
capitare di passare proprio nei pressi del parcheggio scambiatore dell’ex
Foro Boario. Può capitare che uno noti un¹insolita processione di signore
che, avvolte in cappottini leopardati o calzate in audaci stivaloni a
mezzacoscia, si inoltra la dove, nel mezzo del parcheggio, si nota una
frenetica attività “edilizia”.
“E’ tornato Malagoli?” viene da chiedersi. “Ma no, la sua attività la
continuano altri” risponde la parte già sveglia della coscienza,
occhieggiando le gru che svettano oltrecrostolo. E’ solo avanzando verso il
piazzale che si comincia a notare un cambiamento, non tanto nell’aria (che
resta permanentemente oltre il limite consentito di PM10, P2, e P38) quanto
nel linguaggio.  Ai consueti mondovèt e mocsafèt si sostituisce
progressivamente un fitto cicaleccio che finisce in “..off”, in “…ova”, o
più spesso in “…sch”. L’attività edilizia in oggetto è rappresentata da
vecchi furgoni Tatra (o d’altra marca rigorosamente anni 70) che rigurgitano
miracolosamente (per portata e cubatura) tendoni, banchetti e stuoie ornati
da file di salamini, sottaceti, conserve, giornali, ciabatte, birre, birre e
birre. Le birre sono ovunque. In mano alle leopardate signore, in mano ai
baffuti signori, in terra, nelle aiuole (vuote) o sgorganti copiose da
signori e signore (possibilmente in angoli appartati, monito alla caducità
delle umane cose), tappezzando di dorati rivoli le assetate piantine del
parcheggio. Qualcuno va anche a farla all’Aquarius, che fa concorrenza agli
ambulanti con panini, caffè e birre, a rimpiazzo di quelle… passate. Ehhh,
ormai sono globalizzati anche loro… nel gorgo del mercato capitalistico..
Ma la maggioranza degli astanti, emuli del Pacciani (fortunatamente solo per
quanto riguarda le Merende) si produce nell’esibizione di una delle più
belle tradizioni dell’Est: il Pic Nic.

Per un raggio di chilometri attorno ai due Mercatini delle Badanti (Foro
Boario e Porta Santo Stefano), i parchi e le panchine fioriscono di paffute
signore e di una sparuta minoranza di pelati signori che brindano e
pasteggiano sotto il sole di primavera. Anche l’area di sgambamento cani è
invasa da un Manipolo di Prodi (nel senso di coraggiosi, che Prodi è
notoriamente del centrosinistra e non guida manipoli, checchè ne dicano gli
amici DS che si sentono traditi…): sfidando enormi cacche di Dobermann,
stanno dando fondo alla Wyborowa, e ormai in fondo anche al salame, cantano
felici fra le mosche. Ma è l’attività del mercatino che è interessante:
infatti è a due sensi. Le signore arrivano a mani piene, pacchi e pacchetti,
borse, tostapane, ferri da stiro, scarpe. I pacchetti cambiano mano,
sostituiti da quelli in arrivo, qualche rapido acquisto, e poi via, al Pic
Nic. Mi si aprono gli occhi: non è un mercatino, è un servizio logistico
degno dell’Armata Rossa!! E io che, ingenuamente, avevo pensato di proporre
l’estensione ai locali!! Sarebbe stato bello regolarizzare il mercato,
istituzionalizzarlo, aprirlo ai residenti, “fare integrazione”. Macchè, io
cos’avrei da spedire a Volgograd? E a chi? E cosa avrei da farmi mandare da
Volgograd? E poi chi glielo farebbe fare di pagare la tassa di
stazionamento? Magari dovrebbero anche dare nome e codice fiscale…

Sto pensando a questo mentre arriva la pattuglia della polizia a dare
un’occhiata. Entrano nel parcheggio, attraversano il mercatino distribuendo
sguardi truci, svoltano e se ne vanno. Se ne sono appena andati che entrano
sgommando due macchinoni, targa dell’Est, da cui scendono due armadi
rigorosamente pelati, seguiti dalla loro badante (strano, questa è molto più
giovane…), devono avere problemi di vista, infatti hanno grossi occhiali
neri. Si attaccano a una birra e vanno di banco in banco con aria
inquisitoria. Da qualche parte ci deve essere anche la “mediatrice
culturale” del comune, ma faccio fatica a distinguerla fra birre, armadi,
stivali e leopardi, che siano loro?

Intanto mi accorgo che cominciano a guardarmi strano: sarà che sono l’unico
senza birra, meglio andare a prendere il caffè…
Ripasso al mercatino verso sera, ma il mercatino non c’è più. Fra cartacce e
bottiglie rotte, cartoni vuoti e lattine, solo qualche camper sta finendo di
caricare, e un signore ondeggiante sta finendo di scaricarsi dietro la
siepe. Torneranno la prossima settimana con un nuovo carico, dopo aver
consegnato le merci che le Badanti mandano a casa. Chissà quanto pagano per
un viaggio, certo deve costare meno che la posta ordinaria, o forse è un
problema di dogana?! Sicuro non guadagnano molto queste signore, per fare
quello che noi non sappiamo, non vogliamo o non possiamo più fare, avere
cura dei nostri vecchi. E forse in questi mercatini c’è qualcosa di più che
un semplice mezzo di recapito beni per badanti.
In effetti è vero che ci sono dei loro connazionali che le sfruttano, cui
sono obbligate a versare una parte dello stipendio per ripagare il viaggio o
per aver segnalato il posto di lavoro. E’ vero che ci sono dei loro
connazionali che le “ospitano” nei loro appartamenti per cifre modiche, solo
5 o 10 per stanza. E’ vero che le si vede uscire presto la mattina, prima
che i condomini le incontrino per le scale, e rientrare tardi la sera,
aspettando che qualcuno gli apra il portone perchè non hanno le chiavi
(ufficialmente sono solo “amiche”, e quindi non pagano il condominio).
Ed è vero che loro stesse sono restie a denunciare tutto questo, perchè le
mafie sono tante, e hanno le mani lunghe, e perchè bisogna pur mangiare. Ma
può capitare anche che le istituzioni, a volte, decidano che le regole
valgano per tutti, e che vadano fatte rispettare. Può capitare che vengano
fatti dei controlli, può capitare che, se viene tollerato un mercatino su
solo pubblico, si esiga anche la pulizia dei dintorni, pena il divieto di
sosta la settimana successiva.
Può capitare, magari, che per questo che si istituisca un responsabile,
magari eletto fra gli stessi “ambulanti”, e può capitare che, un bel giorno,
il mercatino si apra, si estenda ai residenti, e che non ci sia più bisogno
di mediatori culturali.
A volte, in certi Paesi, può capitare.

Articolo pubblicato il: 1 gennaio 2008, alle: 10.17. Archiviato in: Documenti.