Parliamo ancora di razionalizzazione e di efficienza
di Carlo Baldi pubblicato sul Resto del Carlino del 8/11/2008
Ho approfondito i dati del funzionario pubblico col quale mi sono confrontato intorno alla struttura del Comune di Reggio Emilia, grazie anche all’interrogazione del collega Rangone. Ebbene il Comune della nostra città opera in ben 19 sedi diverse, anziché 9 come avevo indicato nell’intervento sul Carlino di ieri. Trattasi di uffici così ubicati: Piazza Prampolini, Palazzo Ancini,Via del Consorzio, Via S. Pietro Martire, via Farini,Via Guido da Castello, Viale Montegrappa, Palazzo Prini, Via Vittorio Veneto, Galleria S. Maria, Via Secchi, Via Mazzacurati, Via Emilia S. Pietro(ex Tribunale), Via Guidelli, Via Dante Alighieri, Via Guasco, Ex Gil Via Magenta, Piazza Scapinelli, Via Brigata Reggio, oltre alle altre sedi per le circoscrizioni e servizi vari.
Il totale dei mq occupati è di circa 30.000 per un totale di dipendenti a tempo indeterminato di n. 1478. A questi andrebbero aggiunti anche quelli a tempo determinato.
Gli affitti per detti beni, considerando anche i figurativi, assommano a non meno di 2,8 milioni di euro l’anno considerando un canone di 100 euro al mq.
Orbene una nuova costruzione di circa 15.000 mq, razionale e funzionale, può costare attorno ai 30 milioni di euro, con un costo annuo di ammortamento finanziario per 20 anni ,di circa 2,2 milioni Sarebbe perciò possibile accorpare la gran parte degli uffici comunali in un unico edificio e con il canone di affitto rimborsare il finanziamento per la sua costruzione. Si otterrebbe un doppio risultato: una migliore servizio ai cittadini, una riduzione significativa del personale ed un miglioramento dell’efficienza.
Dovrebbe restare cioè il Palazzo storico del municipio, come sede istituzionale e pochi addetti, e un altro edificio per la gran parte dei servizi , assessorati compresi.
Per Reggio quando si parlò di Università non a caso ci battemmo perché si realizzasse un corso di laurea in ingegneria gestionale collegato all’organizzazione, perché si valutava che le aziende e tutta la nostra società avesse dei problemi di gestione e di organizzazione. Molte aziende hanno fatto tesoro di queste idee e di questi apporti. Purtroppo però queste considerazioni non sono a tutt’oggi servite molto per l’ amministrazione comunale e provinciale.
Carlo Baldi
