Non disperdiamo le energie dei delusi

Dalla rubrica L’Intervento del Resto del Carlino del 22/08/2008:

“CIAO BALDI. Viviamo in un periodo di grande confusione”. Mi saluta così un anziano comunista, a suo tempo iscritto al Pci, poi al Pds e ora forse al Pd, incontrandomi domenica davanti al solito giornalaio. Egli è stato funzionario di una cooperativa, segretario di una sezione e consigliere di una circoscrizione. Attivo da sempre, dinamico. Ora è depresso, disperato. 50 anni di attivismo politico, mi dice, guidato da ideali ed obbiettivi precisi. Volontario in ogni iniziativa: nelle feste di partito, nell’organizzare dibattiti politici, nel distribuire l’Unità ogni domenica, impegnato nelle campagne per il tesseramento, nel raccogliere voti ed indicare le preferenze durante le elezioni, ad accompagnare invalidi a votare, nell’esaltarsi in ogni manifestazione. “Prima veniva il partito poi la famiglia”, ribadisce. Ora non più. “Hanno distrutto tutto. Un centinaio, forse meno, di dirigenti, mi dice, litigano fra di loro e gestiscono il partito e il potere scambiandosi posti ed accuse. Si lavorava per il partito senza alcun compenso. Ora invece chi opera lo fa per ottenere vantaggi e quattrini, Ormai l’attività politica viene svolta solo per lo stipendio e per il potere. Sono distrutto”. “Siamo in un periodo di transizione “, gli dico per rincuorarlo. Egli però continua, raccontandomi dello sbandamento di tanti suoi compagni, sfiduciati, e che non sanno più a chi riferirsi. Mentre egli parla avverto ancora molta energia , una grande voglia di fare, il bisogno di essere coinvolto, di partecipare, di discutere. Lo stimolo e lo sollecito ad intervenire. Per rispetto non gli parlo delle mie idee di sempre, della necessità che più della fede occorre sempre tener alta la ragione, che, come sosteneva un filosofo, forse il criterio migliore per cercare la verità è quello di cominciare col criticare le nostre credenze più care. Egli amaramente mi dice che forse ha compiuto degli errori a farsi prendere dalla fiducia cieca, dai discorsi molte volte retorici e strumentali dei funzionari di partito, a ritenere sempre errate e false le opinioni degli avversari . Ormai non sa più a chi credere e, come lui, tanti suoi compagni.
Lo ascolto con attenzione e con rispetto. Lo abbraccio e lo saluto. La mia stima e la mia fiducia nei suoi confronti non è mai venuta meno, malgrado avvertissi i suoi errori; anche perché è sempre stato una persona positiva, responsabile,che non ha mai tratto benefici personali dalla sua attività politica. Mentre ritorno verso casa rifletto sull’incontro. Penso che, malgrado sia in atto una rivoluzione che rinnoverà completamente il modo di pensare e di agire delle persone, non possiamo disperdere queste energie. La ricerca per un mondo migliore continua e necessita dell’apporto di tutti. Finalmente però , superando le ideologie e le prediche, pane sarà pane e vino sarà vino qualsiasi siano le loro provenienze.

Carlo Baldi

Articolo pubblicato il: 22 agosto 2008, alle: 10.19. Archiviato in: Rassegna stampa.