In ricordo del Giudice Franco Marani

“Lo que tenemos falece y el buen obrar no perece” mi diceva il dott. Franco Marani mentre mi riceveva nel suo ufficio in tribunale ricordandomi l’articolo su Al Domela intorno al portale della Galleria Parmeggiani. ” Mio padre mi faceva leggere questa incisione, quando ero bambino, continuava, dicendomi che era una massima preziosa”
Poi concludeva dicendo , col suo stile distaccato e preciso, ritornando al suo lavoro ” Quando un Giudice non capisce subito che il 90% delle cause ex art.2392 promosse da soci (azione di responsabilità verso gli amministratori) nascondono quasi sempre un ricatto , è meglio che smetta di fare il magistrato” Poi si chiudeva nel suo silenzio, ti osservava attento chiuso nelle sue riflessioni, quasi timoroso. E le sue decisioni erano un capolavoro del diritto.
Percorrevo le scale del vecchio tribunale di Via Emilia S. Pietro ed ammiravo il dott. Marani .
Per la mia professione le occasioni di incontro erano minime, ma nelle poche volte che ebbi necessità di conferire ebbi sempre un senso di reverenziale rispetto per la sua grande preparazione e per la sua integrità morale.
” Ho capito, mi disse un giorno quando gli esposi una difficile situazione. Continui pure così. Mi avvisi se avvertirà il ripetersi dei fatti che mi ha esposto.”
Da quel momento non ebbi più necessità di parlargliene. Tutto ritornò corretto.
Ed infine, durante una sofferta e complessa procedura , dove una decisione non ponderata adeguatamente avrebbe creato un grave disastro ed ero particolarmente teso perché temevo di non riuscire a raggiungere lo scopo di salvare l’impresa, mi incontrò in Via Roma. Sembrava assorto nei suoi pensieri però , come mi incontrò, mi disse una sola parola” Avverto il suo stato d’animo. Vorrò che il provvedimento sia giuridicamente motivato bene.” Non disse altro, ma capii che , come poi avvenne, sarebbe stata una decisione approfondita e corretta. Così infatti fu e l’azienda si salvò.
” Sarebbe un ottimo magistrato di Cassazione ma non nutre ambizioni e rifiuta qualsiasi aiuto, mi diceva spesso l’avv. Felisetti quando parlavamo , e sempre con ammirazione, del giudice Marani.”
Ora non è più. Se ne andato con discrezione come era il suo stile di vita. Reggio perde una figura esemplare che ha dato prestigio alla Magistratura ed alla nostra città.
Sembra di una generazione di altri tempi, di grandissima onestà- diceva qualcuno. La città ha bisogno di riscoprirla anche come esempio ai giovani.
Vale per lui la massima , che il padre senatore socialista gli leggeva sul portale della Galleria Parmeggiani e che gli ha inculcato, ” Lo que tenemos….cioè Ciò che abbiamo se ne va ma il buon lavoro non si perde.”

Carlo Baldi

Articolo pubblicato il: 1 agosto 2008, alle: 11.23. Archiviato in: Corrispondenze.