Immigrati, un problema scottante…
La recente decisione del sindaco Delrio, clonata da quello di Correggio, intorno al rifiuto di ospitare 100 immigrati mi lascia alquanto perplesso; ancor più mi colpiscono le motivazioni. Come se le urgenze, migliaia cioè di immigrati che arrivano all’improvviso, vanno risolte attraverso una , ovviamente lunga, mediazione politica e concertazione con tutti i comuni e le regioni italiane.
Cioè, se del caso, ributtiamoli a mare, mentre noi discutiamo se sia più giusto ospitarne un po’ a Reggio e Correggio, oppure teniamoli ammassati in luoghi che ne possono ospitare solo il 20%.
E’ una risposta che ottiene l’applauso di alcuni cittadini annebbiati dal proprio io ed egoismo. Personalmente non posso convenire. Anche perché noi stessi siamo stati nella storia emigrati che hanno invaso le terre dell’Europa e delle Americhe per riscattarci dalla miseria, così come il Sud, di fronte all’inettitudine di chi ha governato, si è scaricato nel Nord. E’ un processo inevitabile il trasferimento dai paesi poveri a quelli più ricchi.
Mi stupisce anche il silenzio della Chiesa reggiana. Vuol proteggere gli errori del Sindaco, oppure ,ormai presa anch’essa da città “sazie e disperate” come diceva il vescovo di Bologna, non intende affrontare con coraggio un problema di tale dimensione, lasciando solo a qualche iniziativa individuale di qualche parroco la solidarietà e l’aiuto per le emergenze di questo tipo? Non le mancano immobili di vaste dimensioni quasi completamente vuoti .
Non a caso in questi giorni vengono pubblicati i dati sull’8 per mille versato dai cittadini italiani, anche da quelli che non vorrebbero contribuirvi. Bene, solo il 20% va per opere di carità, quando la Chiesa cattolica in 7 anni ha incassato a tale titolo 6,4 miliardi di euro, più cioè del PIL di diversi paesi del sottosviluppo.
Reggio ha dimostrato sempre generosità e solidarietà. I miei ricordi di infanzia, quando si era poveri , mi sollecitano quando ospitavamo gli alluvionati del Po ed ancor prima i “cittadini” che fuggivano dalla città sotto i bombardamenti, offrendo loro due camerette (riducendoci in una tutti noi) e dando cibo ed altro aiuto.
Le emergenze non vanno affrontate rifiutando l’aiuto con cavilli, ma risolte con generosità e coraggio.
Nel contempo, mentre si decide l’accoglienza, ci si attivi per organizzare un controllo preciso di tali persone stabilendo immediatamente delle regole a cui tali immigrati dovranno uniformarsi.
Non posso perciò convenire con questa politica reggiana e tanto più con questo silenzio colpevole.
Carlo Baldi
