Chi si accontenta…
L’articolo che segue è la versione completa, poiché, per esigenze editoriali, l’articolo è stato leggermente accorciato.
La nota di Luca Vecchi mi ricorda un po’ lo scontro fra riformisti, o meglio socialisti, coi conservatori all’inizio del secolo scorso. Da una parte Prampolini, Vergnanini , Roversi ed altri da una parte contestavano ai conservatori di mantenere le cose come prima, mentre i conservatori difendevano la status quo. “ La nostra, diceva Prampolini in Reggio Nuova, non è più una città, ma un paese che langue, dove non si pensa, dove non c’è vita…” Quando poi i
socialisti andarono al potere, Roversi divenne sindaco del Comune, cominciarono a dimostrare coi fatti cosa significava riformismo: costituzione Ferrovie reggiane, costituzione delle Farmacie Riunite, della Banca di credito
popolare, finanziamenti alla nascente industria, costituzione dell’Università popolare potenziando la Biblioteca Comunale, istituzione della Croce Verde ed una politica della case per i meno abbienti ecc. Fu Prampolini, presidente della Cassa di Risparmio, che finanziò per far sorgere le Officine Reggiane e diede impulso alla giovane industria reggiana. Nel contempo si attivò la cooperazione in tutti i settori. Il tutto all’insegna “ della politica, per risvegliare la città”.
Orbene Luca Vecchi, non solo a titolo personale ma quale capogruppo del PD, mi ha sorpreso. Mi aspettavo ovviamente qualche difesa , ma anche un esame critico obbiettivo e che mostrasse l’ansia di fare, di vedere al futuro.
Invece ho riscontrato gli stessi argomenti che gli avversari di Prampolini, che amministravano ancora il Comune, usavano : difendere il loro operato nascondendo le lacune e gli errori. L’unica differenza sta nel linguaggio: a quei tempi era molto più pesante mentre oggi è più ovattato, ma la sostanza è la stessa.
Il colmo però è anche elogiarsi di iniziative dove il Comune mi sembra abbia messo ben poco, anzi zero euro,nulla, se non chiacchiere, né tantomeno risorse Enia: mi riferisco all’istituendo centro di Tomotheraphy. Se non erro i mezzi sono della Fondazione Manodori, della Unicredit e Bipop Carire e dell’Associazione Onlus che l’abile dott. Armaroli .gestisce raccogliendo risorse dai cittadini. Valorizzare queste iniziative è giusto , ma meno onesto
gloriarsene come iniziative propria!
La mia nota però non era rivolta solo al Comune, ma anche ad altre Istituzioni pubbliche. Il dott. Vecchi, purtroppo, mutuando dagli antenati conservatori, quando Roversi li accusava di nulla aver fatto per le case per i poveri, se ne guarda bene dal parlare della sciagurata politica delle aree, che ha arricchito molti impresari edili e nulla ha fatto per i meno abbienti, vedi aree Peep, ecc, salvo, in altre note , accusare lo Stato che taglia i fondi per l’ edilizia economica e popolare. E’ economica l’edilizia dove le aree costano poco, dove si utilizza il diritto di superficie. Nulla si dice al riguardo, salvo oggi correre, quando ormai il territorio è devastato dal cemento.
Quanto alle opere di manutenzione vedasi il ponte di S. Pellegrino. A meno che, per via dell’acceleratore in economia che il dott. Vecchi conosce sicuramente bene, “fare e disfare, come diceva mia madre, è sempre lavorare”, ovviamente sulle spalle dei cittadini.
Caro Vecchi, il contributo di Baldi non è mai venuto meno in questa città e ritengo che lo dimostrino i fatti, però Baldi è dalla parte dei Prampolini, Vergnanini e Roversi, quei riformisti che facevano , pensavano ed operavano per il futuro migliore della città e dei suoi cittadini. Su questa strada Baldi come molti cittadini è sempre disponibile.
Carlo Baldi
