CARLO BALDI: «E IL CAMBIAMENTO?»

CARLO BALDI:

«E IL CAMBIAMENTO?» (Il Resto del Carlino il 26/02/2008 )

LEGGO che l’on. Castagnetti, dopo alcune incertezze (??), accetta di essere di nuovo candidato per il Pd nelle prossime elezioni.
L’accettazione avviene prima di tutto per essere il garante dei cattolici. Nel contempo viene data per certa la riconferma dell’on. Pignedoli e dell’on. Marchi, l’uno e l’altro, forse più il secondo, collaudati funzionari di partito. Il grande rinnovamento sancito da Veltroni passa quindi con la riconferma, almeno per Reggio, delle stesse persone che da anni si siedono in Parlamento o che comunque gestiscono la politica
italiana. Ovviamente tutti questi candidati troveranno un plebiscito di consensi fra il gruppo dei dirigenti che di diritto e di fatto governano il partito. Come in un racconto di Trilussa, interpretato genialmente da Petrolini, il popolo applaudirà convincendosi che questi storici candidati sono il frutto della loro scelta. Gli stessi che da sempre operano nella politica del nostro paese sono quelli che porteranno il rinnovamento, anzi la rivoluzione!
Come il serpente che cambia periodicamente la pelle o come la saga siciliana, dove si cambia tutto per non cambiare nulla in quanto sono sempre le stesse persone a condurre il vapore, così avviene nella politica italiana attraverso l’espressione reggiana. Dai più era data per scontata questa conclusione.
Qualcuno, come il sottoscritto, riteneva però che finalmente si capisse la necessità del cambiamento attraverso anche le sollecitazioni che negli ultimi tempi sono avvenute da parte dei cittadini. E’ purtroppo un’illusione e sembra quasi avallare la tesi di chi sostiene che solo la violenza, vedi le rivoluzioni, può dare uno scossone alla società. E’ una considerazione grave ed amara, che non si può condividere, anche se in tutti i modi la conservazione dello status quo alimenta questo pensiero esasperato. Il colmo però di questi ultimi fatti è la dichiarazione del veterano parlamentare e politico (6-7 legislature?) Castagnetti che accetta di candidarsi di nuovo “quale garante dei cattolici”. Non mi stupirebbe che uscisse un altro a farsi garante degli atei e qualcun altro dei mussulmani o degli ebrei, anzi dei testimoni di Geova che oggi si danno tanto da fare. E’ una posizione di comodo, avallata in qualche occasione anche da appartenenti alla Chiesa, che confondono potere temporale col potere religioso, in sfregio al detto evangelico di “Date a Cesare…” Pur con tutti gli equilibrismi che la politica comporta, mi aspettavo che finalmente si capisse la necessità di una svolta, mandando in pensione la gran parte della vecchia classe dirigente politica che dal 1947 si rigenera nel suo interno; e che la politica, da professione esclusiva, diventasse un servizio temporaneo per la società, così da poter giudicare gli eletti dai fatti e non dalle appartenenze politiche o religiose.

Purtroppo tutto resta come prima. Reggio docet.

Carlo Baldi

Abbiamo ricevuto già diverse lettere di sostegno riguardo a questo pensiero, lettere che di comunicano la sicurezza che Carlo abbia espresso appieno il parere dei cittadini, della maggior parte di coloro che vivono nella nostra Reggio Emilia.

Articolo pubblicato il: 26 febbraio 2008, alle: 10.34. Archiviato in: Corrispondenze.