“BANCHE E IMPRESE UNITE IN UN TAVOLO CONTRO LA CRISI”
di Carlo Baldi - pubblicato sul Resto del Carlino il 2/10/2008
La situazione economica e finanziaria mondiale , derivata principalmente dalle spregiudicate sofisticazioni finanziarie nate negli Stati Uniti, sta subendo un grave colpo. Le banche e le società finanziarie ,”drogando” le operazioni di intermediazione finanziaria,hanno inventato diversi strumenti finanziari che si sono poi dimostrati inconsistenti, quanto al realizzo, specie in relazione ai mutui ipotecari e connesse cartolarizzazioni. Gli strumenti derivati, quelli che hanno tra l’altro causato il fallimento di Enron permettendo secondo principi contabili nazionali di non contabilizzare debiti, hanno raggiunto proporzioni inusitate. Si legge su Internet che il loro importo circolante nel mondo supera i 300 trilioni di dollari. Le conseguenze di una loro svalutazione anche parziale sono inaudite. Un problema si pone per i patrimoni delle banche. Secondo i principi contabili internazionali (IASC) le poste dell’attivo, cioè i derivati , le partecipazioni e le obbligazioni a fronte di cartolarizzazioni immobiliari vanno indicati in base al valore corrente, non superiore al costo. Perciò la obbligata svalutazione di essi sanziona duramente il capitale proprio delle banche. Tenuto conto che per le norme di Basilea gli investimenti bancari( quindi anche i finanziamenti alle imprese) non possono superare un moltiplicatore del patrimonio netto, la svalutazione dei titoli in portafoglio di cui si è detto comporta un abbattimento del patrimonio netto riducendo la possibilità di investimenti . Di conseguenza le banche sono obbligate a ridurre i finanziamenti( investimenti) ai clienti.
Pertanto la stretta creditizia per le imprese è già iniziata e sarà ancora più dura.
Nel contempo la conseguente crisi mondiale in atto porta a colpire direttamente tutte le imprese. Da qui la necessità di non ricorrere immediatamente agli istituti legislativi( concordato e fallimento) previsti per le aziende in difficoltà finanziaria, ma occorre responsabilmente che professionisti, imprenditori e banche si mettano attorno ad un tavolo per reggere il grande periodo di difficoltà. Un’impresa che oggi muore non permette di rigenerarne un’altra, ma crea una voragine più o meno profonda che colpisce un po’ tutti.
E’ un momento di grave difficoltà. Avrà a mio avviso dei risvolti che cambieranno il modo di agire e di pensare, sanzionando duramente l’illusione della moltiplicazione dei pani effettuate dal sistema finanziario sotto l’onda della speculazione. Si dovrebbe tornare ai valori veri dell’economia, cioè reddito, patrimonializzazione e capacità imprenditoriale, valori cioè fondamentali che hanno supportato da sempre un corretto sviluppo economico.
E’ un momento che ci obbliga ad unirci, a mettere insieme tutte le forze .Necessiterà anche una revisione delle sovrastrutture finanziarie e di quelle pubbliche che continuano ad operare sull’onda dell’illusione che la crescita continua risolva tutti i problemi. Oggi avvertiamo quanto di questa crescita fosse drogata e consistesse in carta o meglio in documenti informatici e non in economia reale. I patrimoni privati e di istituzioni subiranno una forte riduzione, che si tradurrà in minori risorse per il territorio.
Questa revisione necessaria creerà anche disoccupazione e rivoluzionerà il modo di pensare ed i guadagni facili. E’ una svolta epocale che investe tutto il globo. Sarà forse un’operazione lunga e sofferta ma anche una grande lezione per tutti.
Operare congiuntamente e responsabilmente forse ci aiuterà a superare meglio questa difficile fase della storia economica del nostro globo.
Carlo Baldi
