Amministrazione reggiana come una badante…
Amministrazione reggiana come una badante… Articolo di Carlo Baldi pubblicato sul Resto del Carlino il 22/7/2008 Il dibattito sulla città di Reggio Emilia mi porta ad alcune considerazioni, che collego all’attività della efficientissima nuova badante di mia madre. Ordina e pulisce la casa come mai è avvenuto in passato da parte di altre. Lava il pavimento ogni giorno, fa il bucato spesso ed offre un’assistenza di qualità alla mia anziana madre. Ovviamente per tutto questo, e giustamente, mia madre attinge al gruzzolo che insieme a mio padre ha accumulato in anni di lavoro. Mia madre trascorre così i suoi ultimi anni di vita bene, con assistenza adeguata ed in ordine.
Ma queste considerazioni possono essere collegate col futuro di una famiglia, o ancor meglio di una città?
Una città, oltre che mettersi un po’ in ordine, anche con qualche errore, deve pensare al suo futuro ed ancor più a quello della sua comunità. È corretto che il realizzo dei suoi investimenti del passato, come ad esempio la cessione delle partecipazioni Enia, venga impiegato esclusivamente per spese correnti e per riordinare la città? Non vorrei che si continuasse così anche con future cessioni FCR od altro. Cioè ciò che i nostri precedenti amministratori hanno investito per creare sviluppo economico e sociale venisse impiegato per attività di solo riordino e manutenzione, come sta facendo l’ottima badante di mia madre.
Reggio non è alla fine, ma deve guardare al futuro. Le risorse che si realizzano dagli investimenti (storici) andrebbero impiegate per potenziarla ulteriormente, per assicurarle cioè una continuità in futuro. Acceleratore e moltiplicatore sono strumenti ben noti in economia e vanno utilizzati dall’istituzione pubblica. Come per un vecchio prato, per assicurarne la continuità produttiva, occorre di nuovo arare e seminare, cambiando anche tipo di colture , così deve essere per una città, specie oggi, dove la situazione non è molto rosea.
Osserviamo un attimo i problemi di Reggio:
da un lato la recessione sta arrivando, le famiglie stanno aumentando l’indebitamento. L’analisi di 24ore di qualche tempo fa indica la nostra città al 50° posto per protesti non pagati. Le sofferenze finanziarie delle famiglie consumatrici della provincia(dati Banca d’Italia) sono superiori perfino a quelle del dicembre 2004. Al 31/3/2008 esse superano del 20% quelle del marzo 2007. Lo stesso dicasi per l’incremento delle domande di rateizzazione del pagamento delle imposte.
Il tasso di immigrazione di extracomunitari è elevato (11%) e le nascite da famiglie di immigrati (dati al 31/12/2005) rappresentano il 35% dei nascituri. Ciò significa che nell’arco di dieci- quindici anni la città avrà una qualità complessiva di vita inferiore, tenuto conto che la notevole massa di immigrati proviene da paesi del sottosviluppo. Dall’altro la crisi edilizia sta gradualmente investendo la nostra città. L’offerta di case, come ha già detto qualcuno, è a prezzi troppo elevati a causa dell’errata politica pubblica delle aree , mentre la domanda di abitazioni è ancora alta però a prezzi contenuti, creando una forbice fra abitazioni vuote a prezzi alti ed invendute e cittadini, specie immigrati, costretti a dormire in ghetti o all’ addiaccio. La crisi edilizia avrà poi i suoi riflessi sull’occupazione ed anche su altri fenomeni che potranno influire tra l’altro sull’aumento della criminalità.
Parliamo ora di infrastrutture. La citata analisi di 24ore ci indica all’84° posto in Italia, a livello di Matera. Si sbandiera la stazione TAV (in ritardo) e non si sono realizzate le infrastrutture per collegarla al territorio anche delle città vicine (metrò ecc.). Non parliamo poi dell’ inadeguata viabilità quando, citando Marshall, “il progresso umano è condizionato e si identifica nel progresso dei mezzi e delle strutture di comunicazione”.
Infine parliamo di innovazione e ricerca. Nessun stimolo o investimento al riguardo, quando tutti i testi di economia sostengono che per ricreare i presupposti per il superamento del trend e della congiuntura negativi, occorre investire e stimolare la ricerca e le innovazioni tecnologiche, determinanti per invertire il ciclo economico. All’uopo nessuna iniziativa esce dal Comune, dalla Camera di Commercio, dalla Provincia e dalle Associazioni imprenditoriali.
Si aspetta sempre Roma ?
Ben venga perciò un’Amministrazione pubblica anche con funzioni di badante, ma necessita che ,oltre a mettere un po’ d’ordine in casa, si utilizzino i ricavi degli investimenti del passato per nuovi investimenti così da assicurare alla città ed ai suoi cittadini la continuità dello sviluppo economico e sociale.
Carlo Baldi
